Musei fiorentini (II) [di Franco Masala]
Quanto mai attuale, il tema dell’accoglienza è il filo conduttore del Museo degli Innocenti, l’ultimo nato dei musei fiorentini. Esso raccoglie sei secoli di storia dell’istituzione, da sempre preposta all’accoglienza dei bambini abbandonati, legittimi o illegittimi. Il patrimonio documentario e archivistico concorre con quello storico-artistico a creare uno spaccato di vita, basato sulla storia dell’infanzia e sulla progressiva conquista dei diritti dei minori, strettamente intrecciato con quella del territorio fiorentino. Divenuto oggi Azienda pubblica di servizi alla persona (secondo la legge regionale toscana n. 43/2004), l’istituto ha continuato l’impegno iniziale, adeguandosi alla normativa sulla tutela dell’infanzia e promuovendo la sperimentazione di servizi. Il percorso museale è quindi parte integrante dell’istituzione, sviluppandosi attraverso le strutture architettoniche dell’edificio, come le sale voltate e i chiostri degli uomini e delle donne, scanditi dalle eleganti colonne di ordine ionico in pietra serena. Il museo, risultato del concorso internazionale vinto dal progetto di Ipostudio con gli architetti Pietro Carlo Pellegrini ed Eugenio Vassallo, si colloca, infatti, nello Spedale degli Innocenti, capolavoro rinascimentale di Filippo Brunelleschi, dove i rapporti metrici tra colonne e archi, tra vuoti e pieni individuano l’edificio, definendone spazi e funzioni per usi progressivamente mutati nel corso dei secoli. Un museo unico che narra la storia e le trasformazioni dello Spedale anche mediante le biografie e le memorie personali dei “nocentini” ospitati nella struttura. Oltre agli schermi interattivi che consentono di scoprire le storie dei piccoli, i documenti d’archivio, i progressi della medicina, risulta suggestivo e toccante l’ambiente voltato che custodisce i “segni” di riconoscimento degli abbandonati – mezze monete, piccoli monili, frammenti di stoffe, preziose o no. Non manca un’ampia galleria, coperta a capriate lignee, che custodisce le opere d’arte accumulate dall’istituto durante la sua storia con dipinti del Botticelli, di Domenico Ghirlandaio, di Piero di Cosimo e i putti di Andrea della Robbia, a dimostrazione del ruolo tutt’altro che secondario svolto nella città e nel territorio fiorentini. Una ricca serie di fotografie del primo Novecento e diversi filmati con testimonianze di ex ricoverati o del personale addetto completano l’apparato espositivo, consentendo una visita che sviluppa e approfondisce il tema generale. Sulla sommità dell’edificio la terrazza quattrocentesca ospita una caffetteria letteraria, aperta a tutta la città e fruibile non solo dai visitatori del museo, con una vista spettacolare sui tetti del centro storico e sui colli circostanti Firenze. *Foto di Pietro Savorelli © Museo degli Innocenti Piazza SS. Annunziata, 13 – Firenze dal lunedì alla domenica, ore 10-19 Il primo articolo sui musei fiorentini è stato pubblicato il 13 marzo 2017 http://www.sardegnasoprattutto.com/archives/13490
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