Stone’s Concas [di Raffaele Deidda]
Sotto la didascalia “La Stonehenge italiana” scorrevano le immagini dei menhir di Pranu Muttedu a Goni, mentre il conduttore di Voyager Roberto Giacobbo parlava di Biru e’Concas nel comune di Sorgono, secondo lui nel centro perfetto della Sardegna. Chissà come potevano sapere gli uomini del Neolitico recente (5000 anni fa) di trovarsi nel centro dell’isola? Goni – Biru e‘ Concas è comunque più antico di Stonehenge datato fra il 2000 e il 2500 a. C. le cui pietre allineate sono punti di solstizio ed equinozio e quindi un antico osservatorio astronomico. Ma i lavori che hanno prodotto l’attuale assetto sono dell’Ottocento, protrattisi agli anni ‘70 del -900. Gli archeologi dell’English Heritage ammettono che senza quei lavori Stonehenge sarebbe diverso e poche le pietre nel posto dove furono erette millenni fa. Alcuni dubitano dell’autenticità, ipotizzando che il Governo britannico abbia ricostruito ex novo il sito, nella piana di Salisbury, a partire dal 1954. Teoria supportata da un corredo di fotografie che evidenzierebbero i lavori. In realtà sono state messe in opera fondamenta in cemento per impedire che i megaliti si spostassero col passare del tempo. Si trattò di un’opera di smontaggio e rimontaggio, per riposizionare le pietre come in origine e mantenere il più possibile l’aspetto primitivo. Gli scavi archeologici approfondirono la storia del sito. Oggi Stonehenge è meta del turismo di massa: un milione di visitatori all’anno. Decine di migliaia di persone aspettano l’alba la notte del solstizio d’estate, il 21 giugno ed è meta di pellegrinaggio per i seguaci del celtismo e di altre religioni neopagane. E’ soprattutto un business, che genera enormi introiti economici. Se è vero che Giacobbo equivoca Goni e Sorgono, una cosa vera l’ha detta: a Stonehenge si paga per la visita di un sito rimaneggiato, in Sardegna i siti archeologici-astronomici, autentici come migliaia di anni fa, non producono alcun ritorno economico e versano in stato di abbandono. A leggere su www.sardegnaturismo.it “A Sorgono, in località Biru e’ Concas, vi è un parco archeologico disseminato da circa 200 Menhir, che formano uno dei più straordinari raggruppamenti del Mediterraneo.Risalenti al periodo compreso tra il Neolitico Recente (3300-2700 a.C.) e l’Eneolitico (2700-1700) i numerosissimi menhir sono disposti in vari modi: singoli, in coppia, in triadi, in spettacolari allineamenti formati anche da 20 menhir, e in circoli. Sono inoltre presenti strutture abitative e tombali dello stesso periodo ed un nuraghe del tipo a corridoio con camera a copertura a tholos. Nell’area si trova anche il nuraghe Talei e i ruderi di una tomba di giganti. La posizione risulta essere il centro esatto della Sardegna. In occasione della festa di San Mauro di Sorgono sarà possibile visitare il Parco accompagnati da personale qualificato”, si resta sconcertati. In occasione della festa di San Mauro, solo una volta l’anno, è possibile visitare il Parco!! Altrimenti si accede al sito scavalcando la recinzione. E’ questa la politica di valorizzazione dei beni culturali dell’isola, capace di dare valore alla sua storia millenaria e all’assoluta autenticità dei monumenti che costituiscono un patrimonio inestimabile? Aldilà delle ingenuità e degli azzardi di Voyager circa la Sardegna la domanda è: in Sardegna esiste una classe politica in grado di produrre valore dalle ricchezze storico – culturali che italiani e stranieri ci invidiano? Oggi, a giudicare da quanto accade al nostro patrimonio, no. |