Arabi e Sardi, libro perduto da riscoprire [di Maria Antonietta Mongiu]

L’Unione Sarda 22 luglio 2021. La città in pillole.  Non è nuova l’idea di editare libri da parte dei quotidiani. Un fenomeno, spesso, massmediatico più che la santificazione di questo o di quell’autore; specie quando sono insistiti, eccezionalità e prezzo. Diventa esemplare, quando questo è competitivo e buono il prodotto.

Trattandosi di industria culturale, il riscontro è nelle vendite ma pure nell’amplificazione di una pretesa pedagogica. Assai innovativo se il libro è polarizzato su un tema o su un autore. Sorprendente quando si tratti dell’edizione anastatica di un’opera tal quale un autore l’ha scritta.

È successo quando L’Unione sarda ha editato i Quaderni del Carcere di Antonio Gramsci. Opera gigantesca dove chiunque può instaurare un rapporto diretto col significante di un intellettuale oggi così rilevante e mai inattuale. Ambito assai intimo, specie nel confronto con l’alienazione della tastiera del computer.

La grafia immette, miracolisticamente, in un orizzonte che dell’altro scopre quanto, spesso, è ignoto allo stesso scrivente. Del nostro conterraneo, ormai inquietante icona pop, ciascuno può vedere correzioni e ripensamenti, ma contestualmente il sublime ordine e la linearità di una scrittura, meritevole di attenzioni grafologiche, specchio di una mente rigorosamente concentrata sul ragionamento e mai, narcisisticamente, autocentrata, pur partendo sempre da sé.

Non c’è libro, tra le categorie citate, che non sia meritorio per gli affamati di letture. Tuttavia, ci sono differenze. Una riguarda il libro come oggetto materico, che è occasione persa se pubblicato sciattamente e senza le attenzioni di un editor e di un apparato critico. Un’autodichiarazione di mancanza di rispetto della ragione stessa di un giornale e di un libro.

Sia dato merito al Corriere della sera per la collana, Medioevo, curata da Franco Cardini. Ben stampata e con belle prefazioni. Ristampa di libri, alcuni noti, altri solo a una cerchia assai ristretta. Alcuni reperibili, altri introvabili.

Dopo l’uscita del Vol. 20, L’isola di Allah, Luoghi, uomini e cose di Sicilia nei secoli IX-XI, di Salvatore Tramontana, verrebbe da suggerire la riedizione di due volumi, non reperibili. Almeno del primo, Arabi e Sardi nel Medioevo, di Mohamed M. Bazama, che tematizza il rapporto tra i due etnici e la rimozione dello stesso.

“A un popolo e alla sua terra che mi hanno offerto ospitalità ed amicizia, ai Sardi, e alla Sardegna dedico il mio primo lavoro in lingua italiana”, scrisse. Quanta strada ancora per rammendare la memoria divisa

Lascia un commento