Quando la Radio si trasferì da Tuvixeddu [di Romano Cannas]
Pubblichiamo l’intervento letto da Romano Cnnas in piazza CIS in occasione della FAIMARATHON Cagliari… tra bianchi colli e piazze svoltasi a Cagliari domenica 12 ottobre un percorso che ha coinvolto 10 piazze della città ed un centinaio di accademici, studiosi, professionisti, intellettuali, artisti che si sono prestati a fare i “ciceroni speciali” per spiegare la bellezza della città del sole (NdR). Era il 1985. Il bando del Credito Industriale Sardo era stato chiaro: oltre alla nuova sede della banca, i progettisti avrebbero dovuto pensare ad una grande piazza da regalare alla città. Fu scelto il progetto di Renzo Piano. In realtà però, più che una piazza, fu creato un “non luogo”, un anonimo e deserto spiazzo bianco lastricato di biancone di Orosei che il Comune di Cagliari ( la Giunta Floris ) ha dedicato ai donatori di sangue. Scelta indubbiamente nobile e generosa ma illogica e ignara della storia di quel contesto. Finita la guerra, quei pionieri che trasmettevano prima da una grotta di Bortigali e poi da Cagliari ( ancora da una grotta, a Tuvixeddu ), lasciarono la Sardegna: Fred Buscaglione, con la sua voce roca che lo rese uno dei più popolari cantanti di quegli anni, tornò a Torino; partì per Milano Giulio Libano, una delle colonne di Radio Sardegna che diventerà un grande jazzista famoso anche in America; disse addio a malincuore a Cagliari Jader Iacobelli, uno dei giornalisti-mito che ricordava con orgoglio di aver imparato a fare il cronista del servizio pubblico a Radio Sardegna. Da Tuvixeddu, Gomez e pochi altri superstiti, si trasferirono in viale Bonaria, nella Sede della ex Gil, la gioventù italiana del littorio. Amerigo Gomez era in Sardegna da pochi mesi. Arrivò a Cagliari a gennaio del ‘45 per sostituire il direttore-fondatore di Radio Sardegna, Armando Rossini, chiamato a Roma da Ivanoe Bonomi, come capo ufficio stampa della Presidenza del Consiglio dei ministri. L’ultimo residuo della propaganda fascista, l’Eiar, lasciò il posto alla nascente Rai ( Radio audizioni italiane ). In realtà Gomez era stato mandato a Cagliari con un mandato preciso: normalizzare quella Radio. Renderne non traumatico l’assorbimento da parte della nascente Rai che aveva già inglobato tutte le stazioni radiofoniche dell’Eiar. Non andò così. Amerigo Gomez, giornalista di razza ma anche brillante autore teatrale, diventò amico di Emilio Lussu, di Giovanni Battista Melis, di Ciccio Cocco Ortu e di altri illustri politici sardi. Erano gli anni dei grandi fermenti autonomistici. Gomez difese la “sua” Radio che divento’ un punto di riferimento importante anche per molti intellettuali. Le trasmissioni iniziavano alle 7 del mattino e finivano a mezzanotte. Un palinsesto ricco: informazione, approfondimenti, musica con l’orchestra diretta dal maestro Pisano, teatro con la compagnia di Aldo Ancis. Quella Radio parlava dalla Sardegna e non della Sardegna. I vertici romani risposero indebolendo il segnale, riducendo il personale, facendo mancare i pezzi di ricambio. Il 26 settembre la Camera del lavoro di Cagliari proclamo’ uno sciopero, il primo dopo la caduta del fascismo, per difendere Radio Sardegna che, intanto, la Rai decise di chiamare Radio Cagliari per cancellare anche l’ultimo ricordo di una storia meravigliosa e ancora attuale. Amerigo Gomez venne licenziato. Al suo posto arrivò da Torino Emanuele Maccari, un oscuro ingegnere che aveva lavorato all’Eiar. Non sapeva nulla di informazione e di programmi. Ma trovava la Sardegna bella anche senza la sua Radio. |